Per creare e mantenere un giardino occorre tecnica. Una serie di competenze non sempre omogenee e solo apparentemente semplici che si imparano o si intuiscono e poi si affinano.
Arte può sembrare un termine eccessivo ma bisognerebbe riuscire a mantenere unite arte e tecnica. Le cose migliori rappresentano un equilibrio dove l’architetto non prevale sul giardiniere o viceversa.
Le piante sono organismi viventi così come i giardini. Il famoso pollice verde sembra, in alcuni casi, pura fortuna in realtà è pazienza, esperienza e passione. I giardini hanno una loro storia. Nascono, crescono, maturano, difficilmente muoiono, diventano qualcos' altro o vengono distrutti. Ci sono quindi fasi specifiche che possono sicuramente essere abbreviate o modificate ma difficilmente annullate o stravolte.
Per dirla in termini tecnici, un giardino si muove in quattro dimensioni: le tre dimensioni spaziali ed il tempo. Larghezza e lunghezza sono normalmente considerate, già per l’altezza ci sono dei problemi ma è il tempo il fattore più sconosciuto. Molte piante vivono più di noi, ma tutte, anche le annuali, hanno bisogno di tempo per svilupparsi e molte continuano a crescere a lungo. Bisogna sapere aspettare, avere pazienza ed adeguarsi ai loro ritmi. Quando vediamo un giardino, uno qualsiasi, proviamo a chiederci quanto tempo è occorso per arrivare a quel risultato, quanto lavoro e di quante persone, quanta intelligenza, quanti tentativi.
e prendiamo uno spazio di terra brullo, per quanto lavorato o diserbato, per quanto al centro di una metropoli, se lo lasciamo al suo destino per un opportuno periodo vedremo che si ricoprirà progressivamente di piante. Si innesca quello che i botanici chiamano una successione, una serie di stadi di vegetazione, di combinazioni di piante, che può essere prevista. Tutto ciò avviene spontaneamente e regolarmente. E’ contro questo che un giardiniere si oppone. Un giardino, infatti, non può essere naturale, è una costruzione umana che cerca di ostacolare, di rinviare esiti differenti e non graditi. Questo non significa abbandonare ogni speranza di “naturalità”. Per quanto “non-naturale”, un giardino resta sempre fatto di elementi viventi. Quanto più riusciamo a diversificarlo, permettendo anche lo svolgersi di una vita autonoma, tanto meno è banale.
Quando si entra nell’universo del giardinaggio, le piante si comprano. Può essere che, in seguito, con un salto di qualità, si passi dal solo comprarle al riprodurle. Questo succede quando la passione diventa grande e prorompente. Può anche succedere che si abbia l’ambizione di creare nuove varietà. Perché no?
Ma all’inizio avremo a che fare con i semi. I semi sono estremamente comodi. Sono strutturalmente predisposti per viaggiare e noi sfruttiamo questa loro caratteristica per comprarli, raccoglierli, scambiarli.
A questo punto ci occorre un minimo di attrezzatura e uno spazio specifico: le possibilità di fare disastri in spazi ridotti e usati anche ad altri scopi sono elevatissime. Poi servono seminiere (vassoi specifici), terriccio, un tipo normale e poco torboso dovrebbe essere adatto nella maggior parte dei casi. Vasi di varie dimensioni, da piccoli a medi, per trapiantare: è ragionevole passare le piantine da vaso ad altro vaso appena più grande prima di metterle a dimora. Un sistema di irrigazione adatto per bagnare senza buttare tutto all’aria.
Il grande vantaggio delle seminiere professionali è quello di essere divise in un numero di piccoli alveoli in cui va posto il seme. Quando questo germina ed emette radici, queste ultime restano in uno spazio confinato, creando velocemente una piccola zolla, che rende comodi e sicuri i successivi trapianti.
I semi non germinano in un momento qualsiasi ma solo quando sono annullati quei meccanismi, specialmente chimici, che ritardano la germinazione.
Tutto questo serve, in natura, per evitare che i semi germinino prima di essere convenientemente dispersi e trovare le condizioni adatte per la pianta futura. L’esposizione del seme ad una data temperatura permette di distruggere i meccanismi di protezione e di avviare la germinazione. Alcuni semi germinano immediatamente, data la giusta temperatura e umidità. Altri richiedono più tempo. Altri devono passare attraverso molti cicli complessi di caldo e freddo che potrebbero richiedere più tempo.
Etichettate accuratamente, conservate attentamente e armatevi di pazienza, vi aspettano gradite sorprese! |