Non Solo Buon Appetito
 
La cucina continua a mantenere un posto di primo piano nella nostra casa: dai grandi ambienti che accoglievano i numerosi membri delle famiglie patriarcali, dove la cena era quasi una cerimonia, alle cucine che sfruttano anche i minimi spazi per i single del terzo millennio, dove diventa essenziale la soddisfazione dei propri piaceri e la scoperta di nuovi sapori.

La cucina è da sempre uno dei luoghi privilegiati della casa, scelto per condividere con la famiglia e gli amici i momenti di maggiore convivialità e per ritrovare il gusto dei gesti quotidiani, lontani dalla frenetica routine lavorativa.
Innovativi e tecnologici, oppure rustici, country e tradizionali, gli arredi per l'ambiente cucina devono essere scelti e progettati all'insegna della funzionalità, per creare uno spazio efficiente, in cui muoversi con libertà.
Per questo è importante, prima di acquistare una cucina, considerare le dimensioni e i limiti del locale che la ospiterà e la migliore disposizione dei vari elementi. Forse è perché ricordano le sensazioni delle case di campagna, il calore del legno, i sapori dei cibi cotti nelle pentole di rame o sulle stufe, che le cucine rustiche sono tanto ricercate.
Per creare l'atmosfera accogliente e rilassata degli ambienti naturali e «destrutturati» basta la presenza del legno massiccio noce, ciliegio, acacia, di qualche mobile particolare, come una vecchia dispensa, una madia o contenitori in legno verniciato, che non sono solo belle, ma anche utili perché vi si possono riporre la biancheria per la tavola, il servizio buono, i bicchieri della nonna e le marmellate fatte in casa.

ORGANIZZARE LA CUCINA

Qualunque sia il tipo di famiglia che abita nella casa, dal "single" alla coppia con più figli, la cucina è uno degli ambienti più vissuti. In base alla disposizione degli elementi presenti in cucina possiamo considerare quattro tipologie fondamentali di cucina:
• cucine il linea su una sola parete;
• cucine in parallelo, cioè collocate su due pareti contrapposte;
• cucine a "L" cioè collocate su due pareti contigue;
• cucine a "U" cioè collocate su tre pareti contigue.
Questi quattro tipi sono naturalmente suscettibili di varianti e di interpolazioni; si possono realizzare così, compatibilmente con lo spazio a disposizione, originali combinazioni (elementi divisori, cucine a isola, cucine a penisola ecc.).

LA CUCINA IN LINEA

E' la soluzione più concentrata nella disposizione dei vari elementi della cucina (lavandini, elettrodomestici, piani di lavoro, contenitori, ecc.). Gli aspetti positivi sono: accentramento della rete di distribuzione per gli impianti idrico, elettrico e del gas su una sola parete, che può essere addirittura parete di divisione di due appartamenti: questo consente un consistente risparmio sui costi di impianto dei locali di servizio. Tale disposizione ha tuttavia qualche inconveniente: richiede maggiori spostamenti, mentre la lontananza di una delle due estremità dalla finestra può creare difficoltà nel ricambio dell'aria e nell'uso della luce naturale. Il suo utilizzo è conveniente in ambienti stretti e lunghi; difficilmente può divenire una grande cucina perché la sua dimensione non può crescere oltre certi limiti se non realizzando ambienti sproporzionati, lunghissimi e stretti.
La sequenza delle lavorazioni segue la logica funzionale del minor percorso e del minor numero di ritorni sul percorso già effettuato.
Viene considerata ideale una sequenza di lavorazione in andata verso destra (estrazione del cibo dal frigo, lavaggio e cottura) e in ritorno verso sinistra (ritiro dei piatti sporchi, lavaggio e stivaggio). In tal modo il triangolo, che rappresenta le percorrenze interne, non subisce sovrapposizioni.
Ideale è il posizionare la macchina del gas vicino alla finestra per ottenere un rapido smaltimento dei fumi e degli odori.

LA CUCINA IN PARALLELO

La cucina in parallelo offre, come la cucina in linea di poter collocare gli impianti fissi su una sola parete: infatti è sufficiente prevedere razionalmente la disposizione dei piani di lavoro e degli elettrodomestici. Della cucina in linea vengono invece eliminati molti degli elementi negativi: la lunghezza delle pareti attrezzate, essendo queste divenute due, può essere ridotta, consentendo una buona illuminazione e una buona ventilazione anche nella parte più distante dalla finestra.
Rimane invece, come elemento negativo, la scomodità dei percorsi, che sono necessariamente intercalati da movimenti di rotazione per passare da un piano di lavoro all'altro sul lato opposto; inoltre una delle due linee è privilegiata rispetto all'illuminazione naturale poiché la luce proverrà da sinistra, mentre sull'altra proverrà da destra .
Questo tipo di soluzione è particolarmente adatto a cucine in cui (per scelta o per dimensioni del locale), si svolgono solo funzioni di preparazione dei pasti e di cure domestiche; in taluni casi però la riduzione delle lunghezze delle pareti attrezzate consente la dislocazione di un piccolo angolo pranzo anche se l'ambiente non è molto grande
In conclusione, questi tipi possono essere definiti le classiche cucine laboratorio, dove la disposizione dei piani di lavoro, degli apparecchi di cottura, degli apparecchi di lavaggio, degli stipi di conservazione refrigerati e non, è strettamente legata o una precisa logica di grande funzionalità.

COMODI IN CUCINA

Nel disporre e progettare i mobili è necessario tener conto delle persone che li devono usare e delle loro dimensioni.
Forse la cucina è proprio la stanza in cui tale esigenza si fa più sentire. Gli spazi di circolazione, le altezze dei diversi piani di lavoro, le dimensioni dei cassetti e degli sportelli, la dislocazione dei pensili e le zone a cui si deve poter accedere facilmente sono tutti elementi che vanno attentamente considerati e valutati, ricordando sempre che nella zona di preparazione dei cibi tutti gli spazi devono essere in strettissima relazione metrica con il corpo umano.
Le misure più importanti da tenere presenti sono le seguenti:
• lo spazio tra due linee attrezzate contrapposte (parallele) non può essere inferiore a m 0,60, se vi lavora una sola persona; se le persone sono due tale misura va aumentata almeno a m 1,20;
• i piani di lavoro devono stare a un'altezza minima di m 0,85 e massima di m 0,95; quest'ultima è valida soprattutto per i lavelli, il cui fondo si verrà a trovare a circa m 0,80;
• i pensili devono essere appesi in modo che siano alti da terra non meno di m 1,35 e non più di m 1 ,50 per consentire una buona accessibilità agli oggetti che vi sono riposti.

TRA AROMI E SAPORI

La cucina è sì il regno incontrastato dei sapori, dal tonificante caffè mattutino fino allo sfizioso manicaretto da degustare la sera, in totale relax. Ma è anche il luogo dove, statistiche alla mano, si corrono i maggiori rischi tra lame affilate e fonti di calore.
E come lavorare in piena sicurezza senza un'adeguata illuminazione? Qui le fonti di luce devono essere intense, ma non abbaglianti, e vanno previste sia distribuite lungo i piani di lavoro, sia sul tavolo da pranzo.
Nel primo caso i bordi anteriori sottostanti ai pensili e alle mensole sono la collocazione ideale per tubi al neon o alogene. Illuminano i piani di lavoro sottostanti senza abbagliare gli occhi, nè alterare la percezione dei colori.
Pari attenzione va dedicata alla fonte luminosa del tavolo da pranzo. In quel caso il tipo di lampada varia in funzione della disposizione dello stesso: a parete, o a braccio regolabile, se il tavolo è posto in angolo; a sospensione nel caso il tavolo abbia una diversa collocazione.
In tutti i casi spetterà alla lampada della zona pranzo la funzione di conferire alla cucina l'atmosfera desiderata. Una lampadina a 60 W e un adattatore di intensità, per modulare a piacimento il fascio luminoso, faranno il resto.